Flash Feed Scroll Reader

La rivoluzione di pensiero

0

Non c’è più bella definizione di rivoluzione di quella che ha dato Sartre: “La rivoluzione non è questione di merito ma di efficacia, e non v’è cielo. C’è del lavoro da fare, ecco tutto.”
Se dobbiamo valutare le rivoluzioni dalla loro “efficacia” allora sono davvero poche quelle che possono definirsi tali. Certo, le rivoluzioni, efficaci o meno, sono il segno più forte del tentativo di voler cambiare ciò che non ci sta bene e questa dovrebbe essere la caratteristica principale di ogni “cittadino”. Ma l’importante rimane la loro “efficacia”.
Su queste basi né la Rivoluzione Francese, che ha avuto come conseguenza il Grande Terrore, né la Rivoluzione Bolscevica, che ha avuto come conseguenza carestia e dittatura, possono considerarsi delle rivoluzioni riuscite. Per non parlare dei catastrofici tentativi di Hitler e Mussolini: volevano cambiare le cose in un modo “un po’ folle”. Addirittura si sfocia nell’ironia se oggi ripensiamo ai protagonisti di quel “grande sogno” che è stato il ’68: Timothy Leary, fomentatore della prima rivolta studentesca a Berkeley, nell’88, scrive Banas in uno speciale di Panorama a 20 anni dalla “rivoluzione”, era passato dalla lista dei 10 uomini più ricercati dall’FBI alla lista dei 10 invitati più richiesti alle feste di Los Angeles; Mario Capanna, rivoltoso nostrano, fomentatore della prima rivolta all’Università Cattolica di Milano, oggi indossa giacca e cravatta e frequenta gli stessi teatri su cui nel ’68 gettava le uova. Quindi tanta ideologia e poca coerenza. D’altronde le cose non sono poi così tanto cambiate grazie all’avvento dei rivoluzionari sessantottini.
Rivoluzioni che hanno lasciato un segno (anche forte) sono quelle che possono essere definite “di pensiero”. Facciamo riferimento alla rivoluzione Copernicana di Kant: suppose che fosse l’oggetto a dover ruotare attorno al soggetto, quindi ritenne che non è il soggetto che scopre le leggi dell’oggetto, ma è l’oggetto che si adatta alle leggi del soggetto che lo riceve. Facciamo riferimento a Giovanni Falcone: ha rivoluzionato il metodo d’indagine per la lotta alla criminalità organizzata, concentrandolo sul fattore economico. Facciamo riferimento alla rivoluzione di Copernico: è il primo a mettere in dubbio le verità assolute della Chiesa Cattolica, recuperando le idee di Aristarco di Samo. Ma si potrebbero fare altri mille esempi come Ghandi o King. Tutte rivoluzioni che hanno cambiato radicalmente il modo di percepire la realtà.
Se bisogna valutare “l’efficacia”, si contano sulle dita di una mano le vere rivoluzioni.
Perchè usare l’armi quando esiste il cervello?

PrintCurrentShare

Continue Reading

No al bavaglio

0

PrintCurrentShare

Continue Reading

Le storie di ieri…l’impegno di oggi – Premio Esposito Ferraioli IX edizione

0

Il nostro scopo è quello di raccontare delle storie.
E così l’associazione Antonio Esposito Ferraioli ci ha chiesto anche per la propria manifestazione di farlo.
E l’abbiamo fatto con entusiasmo…ma abbiamo deciso di raccontare storie diverse dalle solite.
Sono storie di persone che non avevano il compito, affidatogli dallo Stato, di curare il cancro che attanaglia la nostra nazione: sono le storie di Libero, di Mario, di Rocco, di Francesco e di Federico. Sono le storie di persone come Tonino: ambulanti, mugnai, imprenditori… CUOCHI! Come si suol dire “gente del popolo”, che hanno lottato da semplici cittadini per opporsi allo schiavismo oppressivo della criminalità organizzata.
Ma sappiamo che questo è un paese senza memoria o forse con una memoria troppo corta per ricordare chi è morto non da “uomo di Stato” ma da “UOMO DEL POPOLO”.
Fortunatamente rimane la speranza di queste manifestazioni che hanno l’obbligo morale di esistere per mantenere viva la fiaccola del ricordo che troppo spesso, in un paese imbarbarito e troppo distratto dalla televisione, si spegne. Allora c’è il bisogno di ricordare per non perdere di vista il fatto che gli “eroi” non sono qualcosa di diverso da noi… ma sono solo qualcosa slegato temporalmente da noi; per arrivare alla consapevolezza che noi abbiamo l’obbligo civile e storico di essere i nuovi Libero…i nuovi Rocco….i nuovi Tonino!!!

“Quando qualcuno muore, arrivano tutti, e i politici, i governanti sono i primi. Ti spiegano che se la mafia uccide gli uomini migliori dello Stato è perchè si sente in ginocchio, o che questa volta ha sbagliato i suoi conti e che la risposta dello Stato sarà senza tregua. Ti promettono che il sacrificio dei morti non sarà inutile e che la democrazia trionferà nel nome dei suoi martiri. MENTONO.”

PrintCurrentShare
Posted in: Senza Categoria

Continue Reading

Lettera al Presidente della Repubblica Italiana

0

Senza alcuna presunzione, abbiamo scritto una lettera al Presidente della Repubblica Italiana. La missiva è solo lo strumento, forse il più significativo, per analizzare una situazione sociale che in questo momento ci sembra esageratamente compromessa. Non c’è in noi la voglia di dettare comportamenti ma semplicemente di sottolinearni alcuni che ci sembrano anormali per una società “civile”. E’ sicuramente una presa di posizione, che però non nasconde “moralismo” inutile e sgarbato.

PrintCurrentShare
Posted in: Senza Categoria

Continue Reading

La banda dei PRESCRITTI!

0

Circa il 90% del Parlamento Italiano è stato o è tutt’ora indagato per reati vari.
Di questa percentuale, che già di per sè spaventa, si aggiunge quella parte di politici che è stato prescritta.
“In diritto penale”, la prescizione, “determina l’estinzione di un reato a seguito del trascorrere di un determinato periodo di tempo. La ratio della norma è che, a distanza di molto tempo dal fatto, viene meno sia l’interesse dello Stato a punire la relativa condotta, sia la necessità di un processo di reinserimento sociale del reo.”

La prescrizione, dunque, coincide nella maggior parte dei casi con un reato. Eblema della prescrizione all’italiana, prima del celebre Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, è stato il senatore a vita Giulio Andreotti; il suddetto è stato colpevolizzato nel 2003 di “partecipazione ad associazione per delinquere” ravvisabile fino al 1980. Quindi il Senatore è reo di essersi associato con attuali “ergastolani” fino al 1980: mentre i suoi amici del’80, però, siedono sulle putride sedie dei carceri, Egli siede sulle confortevoli siede di seta del Senato, occupando un posto di onorevole posizione.

Riportiamo qui la lista dei politici prescritti. Tutti, ad eccezione di Aldo Brancher, siedono sulle poltrone del Parlamento:

PrintCurrentShare

Continue Reading

Login

Log in con

Newsletter

Loading...Loading...


Collaborazioni







BlogItalia - La directory italiana dei blog
  • RSS
  • Facebook
  • NetworkedBlogs
  • YouTube

WP SlimStat